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museosalamefelinoScoprire i sapori straordinari del Salame Felino è un’esperienza magica, quando a fare da cornice sono i locali di un suggestivo castello che conserva ancora integro lo schema quattrocentesco di pesante e robusta costruzione, con mura a picco e larghi parapetti bastionati che uniscono i torrioni. Uno splendido connubio che offre l’opportunità al visitatore di conoscere, attraverso la storia del principe dei salami, l’essenza del territorio e della comunità che lo anima e che rappresenta una delle più interessanti tappe lungo la Strada del prosciutto e dei vini dei Colli di Parma. Il museo, inaugurato nel 2004, nella fase iniziale è stato gestito dall’associazione di volontariato di Felino “Natura e vita”, ora invece è affidato alla cooperativa “Parmigianino”, mentre il castello è di proprietà di Marco Alessandrini. Il percorso della visita inizia con le testimonianze storiche del rapporto tra Felino e quello che oggi è il suo prodotto-simbolo.
Un tempo la preparazione di un salame dal “gusto pieno ma non salato” non era facile da ottenere, in quanto l’unico modo per bloccare i processi fermentativi degenerativi era aggiungere all’impasto una buona quantità di sale. La posizione geografica di Felino, le caratteristiche di temperatura, umidità e circolazione dell’aria, hanno di fatto consentito lo sviluppo di una sapiente tecnica di produzione del salame, che utilizza una quantità molto limitata di sale.

La profonda simbiosi tra questo paese ed il maiale ha radici antiche. Nel museo sono conservati documenti storici che raccontano come i salumi parmigiani venivano inviati in Lombardia; è attorno al 1897 che a Milano il salame genericamente definito “di Parma” sarà dichiarato “di Felino”, a sottolineare la peculiarità di prodotto preparato con maiali di montagna nutriti con ghiande.
Tra le curiosità, nel museo si trova anche un riferimento al primo documento scritto in cui compare la parola “salame”: si tratta di una nota del 1436 di Niccolò Piccinino,condottiero al soldo del duca di Milano, con la quale ordina che gli si procurassero “porchos viginti a carnibus pro sallamine”, ossia venti maiali per fare salami. Interessante è pure l’origine della parola “maiale”, che deriva da Maia, la più bella delle Pleiadi,amata da Zeus e madre di Mercurio. Maia era la divinità che in epoca romana impersonava il risveglio della natura in primavera ed alla quale veniva sacrificato il porco grasso (Porcus pinguis).

Le tecniche di produzione dalle origini ad oggi
La seconda sezione del museo è dedicata alla gastronomia, collocata negli affascinanti ambienti delle cucine castellane in muratura che risalgono al 1700. Si tratta di locali ricavati scavando nello spessore delle antiche mura esterne del castello che, nel Medioevo, servivano per difendersi dagli attacchi nemici. Nella sala grande, che ospita la sezione relativa alla norcineria, vengono illustrate tutte le fasi del rito “dell’ammazzata” e i caratteristici oggetti per lo più appartenuti a famiglie di Felino. Qui, colpisce l’occhio il “mantello nero del norcino” appoggiato al muro, come se da un momento all’altro potesse essere nuovamente indossato.
La sala successiva è dedicata alla tecnologia di produzione, dalle origini al periodo pre-industriale, fino agli attuali sistemi di lavorazione e alla “carta d’identità” del prodotto odierno. Al centro della stanza si trova una grande macchina insaccatrice da salami.
Una sezione riservata alla commercializzazione presenta la documentazione relativa alla vendita del salame di Felino a partire dal Settecento. (23)

informazioni ufficiali su: www.museidelcibo.it

 c/o Castello di Felino - Strada al Castello, 1 43035 Felino (PR)

 Apertura al pubblico:

 Dal 1 marzo all'8 dicembre 

* Sabato, Domenica e festivi: 10.00 - 13.00; 15.00 - 18.00
* Venerdì: su prenotazione per gruppi
* Lunedì - Giovedì: chiuso

 Da dicembre a febbraio 

* Chiuso

Prezzo biglietti:
Visita con degustazione (bevande escluse):
* Unico € 5,00
Visita senza degustazione:
* Intero € 4,00
* Ridotto € 3,00 gruppi (minimo 15 persone), adulti oltre i 65 anni, convenzioni
* Ridotto scuole dell'obbligo € 3,00 scuole e bambini dai 6 ai 12 anni
* Gratuito diversamente abili e loro accompagnatori, accompagnatori di gruppi e scolaresche, giornalisti, minori di 6 anni

La Locanda del Castello, offre per gruppi superiori a 15 persone e solo su prenotazione menu e promozioni a base di salame e di prodotti tipici del territorio.

Visite guidate

Per gruppi di massimo 25 persone: € 20,00 oltre al biglietto d'ingresso. Obbligatoria la prenotazione.

Laboratori didattici

Presso tutti i Musei del Cibo è possibile richiedere l’attivazione di Laboratori didattici per le scuole o i gruppi, di carattere scientifico (sui temi del sale, del latte, dei microrganismi, dell’acqua e delle proteine) o gastronomico (laboratori del gusto). Nella sezione Didattica del sito è consultabile il catalogo dei laboratori scientifici e dei laboratori di educazione ambientale disponibili. Obbligatoria la prenotazione.

Museum Shop
Presso i locali espositivi è collocato il Museum Shop, dove è possibile acquistare, negli orari di apertura del Museo, pubblicazioni, oggetti per la tavola e prodotti tipici del territorio.

Informazioni:
Museo del Salame Tel. ++39-0521-831809 - 821139 - Fax. ++39-0521-821139

Prenotazioni (obbligatorio per gruppi e scuole):
Tel. 333-2362839
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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